Quali sono i carrelli semoventi e cosa serve per guidarli: ecco di cosa parleremo in questo articolo dedicato ai mezzi che sono fondamentali quando si parla di movimentazione delle merci.
Vogliamo toglierti subito un dubbio: parlare di carrelli elevatori significa già riferirsi ai mezzi semoventi proprio perché possono spostarsi autonomamente senza necessità di essere trainati.
Iniziamo questo approfondimento tecnico parlando delle categorie dei mezzi semoventi e le abilitazioni che servono per manovrarli.
Quali sono i carrelli elevatori semoventi?
I carrelli elevatori semoventi, lo dice la parola stessa, sono carrelli dotati di un proprio sistema di trazione che rende possibile spostarsi autonomamente senza essere trainati o spinti da altri veicoli.
Un esempio pratico:
- Semovente → mezzo che si guida, ad esempio: muletto classico, retrattile e commissionatore con uomo a bordo;
- Non semovente → si spinge manualmente o si traina, ad esempio: transpallet manuali e stoccatori a spinta.

Quali sono, quindi, le caratteristiche di un carrello semovente?
- Essere dotato di un proprio sistema di trazione → che si tratti di un motore termico o a batteria, questo lo rende autonomo nelle movimentazioni.
- Dispone di un organo di sollevamento integrato → un’altra prerogativa è essere dotato di un impianto idraulico di sollevamento a forche o a braccio telescopico.
- Consente di prelevare, sollevare, trasportare e posizionare carichi → è progettato per muoversi all’interno dell’area di lavoro e supportare gli operatori nelle operazioni di movimentazione merci.
Quando si tratta di carrelli elevatori semoventi, quindi, ci si riferisce a categorie di mezzi ben distinte, che vedremo nel dettaglio nel paragrafo successivo, e per le quali è previsto il possesso di una specifica abilitazione alla guida, come stabilito dalla normativa vigente.
Tipi di carrelli semoventi
I carrelli elevatori semoventi si suddividono in diverse categorie a seconda della loro struttura e funzionalità. Ecco le principali tipologie:
- Carrelli industriali: fanno parte di questa categoria tutti i mezzi di movimentazione a forche e che permettono di spostare carichi da un punto A a un punto B : carrelli frontali, retrattili, stoccatori, laterali, multidirezionali, transpallet elettrici, trilaterali.
- Carrelli a braccio telescopico: rappresentano mezzi più robusti e complessi che possono avere portate anche molto elevate e che movimentano un braccio telescopico per raggiungere altezze elevate.
- Carrelli fuoristrada: i carrelli fuoristrada hanno caratteristiche specifiche che consentono loro di operare su terreni irregolari come in cantieri edili o piazzali non asfaltati. Sono mezzi più robusti, con una struttura più alta da terra e portate elevate. Questi mezzi possono essere sia a forche frontali che telescopici.
Ogni categoria di carrello semovente presenta caratteristiche operative specifiche e richiede competenze differenti perché la tipologia e la mole del carico sono differenti. Per questo motivo, per alcuni mezzi, è necessario avere un’abilitazione alla guida dedicata, riconosciuta a livello normativo. Vedremo questo argomento nel dettaglio nel prossimo paragrafo.
Normative e abilitazioni per i carrelli elevatori semoventi
Se per l’utilizzo dei carrelli a spinta o a traino, ad esempio i transpallet, non servono abilitazioni specifiche, per i carrelli semoventi è obbligatoria per legge.
A stabilire questi obblighi è l’articolo 73 del Decreto Legislativo 81/08 che stabilisce che chi opera con carrelli elevatori semoventi deve aver eseguito un percorso di formazione per carrellisti al fine di poter utilizzare correttamente e in modo sicuro l’attrezzatura e di ridurre il rischio di incidenti e infortuni.
Ma non è tutto!
Oltre all’obbligo di formazione per i piloti, un carrello semovente deve essere dotato per legge di una serie di dispositivi e documenti che ne garantiscano la sicurezza, la conformità normativa e la tracciabilità nel tempo:
- marcatura CE e dichiarazione di conformità
- manuali di uso e manutenzione;
- registro manutenzioni e verbali di verifica periodica;
- targhette identificative ben leggibili;
- dispositivi di sicurezza (cinture, impianto di illuminazione e lampeggianti, segnaletica acustica).
Corsi di formazione
Come accennato precedentemente, per poter guidare un carrello elevatore semovente è obbligatorio possedere un’abilitazione, ottenuta al termine di un corso di formazione specifico.
Le modalità, i contenuti e la durata dei corsi sono stabiliti dall’accordo Stato-Regioni del 2012.
Questo accordo stabilisce anche che il patentino ha una validità di 5 anni e va rinnovato entro la scadenza. In caso contrario, il conducente sarà tenuto a ripetere l’intero percorso formativo.
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Oltre al patentino base, esistono abilitazioni speciali per categorie di mezzi più complessi e che prevedono una formazione specifica:
- Sollevatori telescopici
- Carrelli fuoristrada
- Reach stacker e mezzi portuali
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In questo articolo hai capito cosa sono i carrelli elevatori semoventi e che è necessario possedere un patentino per poterli utilizzare in modo sicuro e a norma di legge.
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